12 gennaio 2009
miglioramento continuo
Un grande errore è credersi più di ciò che si è e stimarsi meno di quanto si vale
Goethe
10 gennaio 2009
La tranquillità dell'animo
"innanzitutto dobbiamo esaminare noi stessi, poi i compiti che vogliamo assumere e infine le persone con le quali intendiamo lavorare. Dobbiamo valutare noi stessi perché di solito ci sembra di potere (o di valere?) più di quanto in realtà siamo e possiamo. Così uno fallisce perché confida troppo nella sua eloquenza; un altro pretende troppo dalla propria intelligenza; un altro ancora sfianca il suo fisico debole con un lavoro troppo faticoso. Dobbiamo inoltre pesare bene i compiti che vorremmo assumere e confrontare le nostre forze con ciò che stiamo per tentare. "
Lucio Seneca
27 ottobre 2008
il nostro patrimonio
cosa sono le competenze ? Il patrimonio complessivo di qualità personali e conoscenze professionali che ognuno utilizza (anche) quando svolge una prestazione lavorativa.
E’ un capitale, un bene valutabile, osservabile e migliorabile nel tempo attraverso processi di apprendimento e sviluppo, ad es. attraverso corsi di formazione o percorsi di counseling.
Le competenze sono determinate dall’integrazione di:
Conoscenze SAPERE
Capacità, Abilità, Esperienze SAPER FARE
Comportamenti, atteggiamenti, stile personale SAPER ESSERE
SAPERE COMPETENZE DI BASE quelle fornite dall’educazione, come la lettura, la scrittura, la matematica e la capacità di esprimersi correttamente, la conoscenza delle lingue straniere, gli studi di provenienza ecc.
SAPER FARE COMPETENZE TECNICO-PROFESSIONALI o Specific knowledge skills; i.e.,conoscenze operative e pratiche specifiche al ruolo o alla funzione.
SAPER ESSERE COMPETENZE TRASVERSALI o Portable or transferable skills; utilizzate in più ambiti, come ad es. parlare in pubblico, comunicare, lavorare in gruppo, negoziare, organizzare, sviluppare soluzioni creative, ecc.
Un ulteriore suddivisione distingue tra le competenze trasversali le caratteristiche personali Self management skills o personal qualities: ambizione, autorità, gusto del rischio, combattività, discrezione, facilità ai contatti umani, capacità di ascolto, intuizione, ottimismo, equilibrio, rispetto delle regole, pragmatismo, spontaneità, stabilità caratteriale, capacità di sintesi.
Di frequente le competenze sono ripartite tra emozionali, gestionali e relazionali; chi scrive ritiene la separazione una forzatura, in quanto ogni capacità integra componenti sia emotive che relazionali, sono infatti di linguaggio comune vocaboli quali gestione di persone, compiti, conflitti, tempo ma anche gestione di emozione e di relazioni.
Chi è all’inizio di una professione può non avere esperienze, ma possiede comunque competenze, date sia dal sapere, la conoscenza di base, sia dal saper essere, il modo di relazionarsi, automotivarsi, ecc.
15 ottobre 2008
Sei cappelli per pensare
Il Professore Edward de Bono[1] ha ideato ed insegnato un metodo a centinaia di aziende e governi nel mondo.
Nel suo libro “Sei cappelli per pensare” suggerisce diversi atteggiamenti mentali da utilizzare simbolicamente indossando un cappello di colore:
| Bianco/oggettivo | Analisi dei dati oggettivi, raccolta di informazioni, senza giudizi. |
| Verde/creativo | Indica sbocchi creativi, nuove idee, analisi e proposte migliorative, visioni insolite. |
| Rosso/emotivo | Emotività, esprimere di getto le proprie intuizioni, come suggerimenti o sfoghi liberatori, come se si ridiventasse bambini. Emozioni, sentimenti. |
| Giallo/ottimista | Gli aspetti positivi, i vantaggi, le opportunità. |
| Nero/critico | Le difficoltà, i rischi, le anticipazioni di come e perché, cosa potrebbe non funzionare. |
| Blu /pratico | Stabilisce priorità, metodi, sequenze funzionali. Pianifica, organizza, stabilisce il piano d’azione. |
Il processo creativo
Ho avuto la fortuna di conoscere personalmente De Bono ed assistere al suo modo creativo e coinvolgente di fare aula, di ascoltare i suoi esempi, di far mie le potenzialità ed applicabilità del metodo.
Un piano, come un’azienda o un singolo, dovrebbe saper indossare più cappelli per funzionare al meglio, sia in previsione degli obiettivi sia nel quotidiano.
Cosa succede se mentre esponiamo un’idea interviene una critica distruttiva?
Viene perso il potenziale positivo dell’ idea e si distrugge anche la generazione di nuove idee, perché il nostro sistema cognitivo ed emotivo viene castrato prematuramente, e smette di produrre o di comunicare all’esterno le idee.
Il risultato è altrettanto negativo se si è capaci di indossare solo un cappello: ad es. l’emotivo, l’ottimista o il pessimista. Gli aspetti pratici, operativi sono essenziali per far crescere e portare a termine un progetto. La metafora dei cappelli rende pure immediata l’immagine della confusione, il disordine organizzativo quando si vogliono indossare tutti i cappelli contemporaneamente.
All’interno di un team ogni persona può trovarsi più a suo agio con un cappello o un altro; il sistema funziona grazie alla coesistenza ed equilibrio di più approcci.
Lo stesso può dirsi di una persona, sia nell’interazione con gli altri che verso se stesso.
Un capo costantemente critico è demotivante; un collaboratore che trova sempre gli aspetti negativi è deprimente. A volte il creativo può apparire geniale, ma ha bisogno di supporto e struttura per tradurre le idee in realtà.
Tu quale cappello indossi più frequentemente, quale ti piacerebbe indossare? E quale fai più fatica ad ascoltare?
Ascoltarsi, a volte anche in una discussione tranquilla tra amici, può fornire indicazioni su quali schemi di funzionamento adottiamo.
Solitamente ci sono delle aree di funzionamento poco soddisfacenti perché poco frequentate; la consapevolezza di un’area carente può facilitare l’integrazione con persone diverse da noi ed un migliore funzionamento globale.
[1] Autorità internazionale sul pensiero creativo, inventore del pensiero laterale, lateral thinking. Autore di testi tradotti in tutto il mondo;ideatore del Programma di Pensiero maggiormente utilizzato a livello internazionale per l’insegnamento delle abilità di pensiero poi utilizzato anche nelle scuole e per la riabilitazione di bambini ospedalizzati.
13 ottobre 2008
Essere Assertivi
Consiglio a questo proposito il libro "Essere Assertivi" di Alberti-Emmons
E' utile per far chiarezza con sè stessi, per imparare a affermare la propria volontà senza sminuire la propria dignità e quella dell'altro.
Se avete difficoltà a dire di No, ad affermare ciò che sentite o pensate, oppure a chiudere occhi e orecchie a ciò che vi disturba, questo libro fa per voi.
Quando riteniamo necessario far sentire la nostra voce, prima che si trasformi in grida (soffocate o espresse che siano).
E' una risorsa da imparare ed incoraggiare. Leggete gente, leggete.
E' utile nelle situazioni di ogni giorno, con il proprio compagno o al lavoro.
Bello, davvero.
11 ottobre 2008
Comunicazione efficace

Dall’ inglese A.I.D.A.S. awarness o attention; interest, desire, action, satisfaction, la comunicazione efficace è quella che:
A Attenzione (Attention o Awareness): attira l'attenzione
I Interesse (Interest) interessante per i benefici e vantaggi che il consumatore (e non l’offerente!!!) può ottenere attraverso il prodotto o servizio;
D Desiderio (Desire): indurre desiderio verso l’offerta in quanto capace di soddisfare i bisogni e desideri;
A Azione (Action): portare all’azione o all’acquisto
S Soddisfazione Satisfaction: soddisfa il consumatore affinché riacquisti in futuro e parli positivamente
Questa semplice formula è applicabile ed è anzi uno strumento efficacissimo e consigliabile nel marketing di se stessi.
10 ottobre 2008
Bilancio delle competenze
Intanto perchè per collocarsi nel mondo del lavoro è essenziale la consapevolezza delle proprie capacità e dei propri obiettivi.
A tale proposito il bilancio delle competenze è lo strumento dinamico di valutazione di se stessi e delle proprie capacità e competenze professionali, esperienze maturate ed aspirazioni.
E’ utile inoltre in tutti quei momenti in cui facciamo un bilancio di noi stessi.
Consente di disporre di una struttura, un approccio obiettivo per un’azione efficace, minimizzando il rischio di sottovalutazione o sopravvalutazione causato dallo stato d’animo o dallo stile di personalità.
Le competenze sono IL patrimonio complessivo di qualità personali e conoscenze professionali che ognuno utilizza (anche) quando svolge una prestazione lavorativa.
A seconda del patrimonio di partenza e del nostro obiettivo di vita personale e professionale, possiamo migliorare attraverso corsi di formazione o percorsi di counseling.
09 ottobre 2008
Che faccia fai?
Sei consapevole delle tue espressioni facciali? Esprimono entusiasmo, disgusto, superiorità, noia in momenti inappropriati, felicità per l’insuccesso di un altro?Le espressioni facciali di base nel modello Secondo Paul Ekman e coll.(1973), sono sei: rabbia, paura, tristezza, felicità, sorpresa, disgusto e si evidenziano in tutte le culture. Altri studiosi propongono che alla lista dovrebbe essere aggiunto l’imbarazzo. Secondo Robert Plutchik (1980), vi sono otto emozioni primarie (definite a coppie):
1. gioia - tristezza
2. fiducia - disgusto
3. rabbia - paura
4. sorpresa - anticipazione
Se osservi spesso reazioni negative negli altri alla tua comunicazione che non sai spiegarti, è probabile che non sei consapevole di parte del tuo modo di comunicare.
08 ottobre 2008
Motivazione

“Configurazione organizzata di esperienze soggettive, che consente di spiegare l’inizio (perché), la direzione (modalità di procedere), l’intensità (qualità nell’insistere) e la persistenza (quantità dell’insistere, in termini di tempo) di un comportamento diretto ad uno scopo.” (De Beni & Moè, 2000)
La nostra paura più profonda
La nostra paura più profonda non è quella di essere inadeguati.
La nostra paura più grande è che noi siamo potenti al di là di ogni misura.
E’ la nostra luce, non il nostro buio ciò che ci spaventa.
Ci domandiamo: “Chi sono io per essere brillante, magnifico, pieno di talento, favoloso?”.
In realtà, chi sei tu per non esserlo? Tu sei un figlio dell’Universo.
Il tuo giocare a sminuirti non serve al mondo.
Non c’è nulla di illuminato nel rimpicciolirsi in modo che gli altri non si sentano insicuri intorno a noi.
Noi siamo fatti per risplendere come fanno i bambini.
Noi siamo fatti per rendere manifesta la gloria dell’universo che è in noi.
Non solo in alcuni di noi, è in ognuno di noi.
E quando permettiamo alla nostra luce di risplendere, noi, inconsciamente,
diamo alle altre persone il permesso di fare la stessa cosa.
Quando ci liberiamo dalle nostre paure, la nostra presenza automaticamente libera gli altri.
Nelson Mandela
07 ottobre 2008
Lo spazio occupato
Si, perchè anche lo spazio che prendi per te o lasci agli altri fa parte della tua competenza nel comunicare.
Chi urla invade lo spazio, come chi parla senza sosta, senza cioè lasciare all'altro lo spazio per rispondere.Chi richiama l'attenzione con fastidiose e continue toccatine sul braccio di chi ascolta (come fanno i bambini che tirano la gonna della mamma).
TUTTI INVADENTI.
E tu: tendi ad essere troppo vicino, tanto da costringere l’altro a fare un passo indietro? O ti mantieni troppo distante, comunicando di non desiderare la relazione con l’altro? Come valuti il tono della tua voce, la tua gestualità, come utilizzi le distanze interpersonali?
La prossemica studia la comunicazione attraverso le distanze fisiche.
E’ la gestione dello spazio fisico ed emotivo, la distanza mentale e relazionale che desideriamo avere. Ognuno di noi crea più o meno inconsapevolmente uno spazio intorno a se, ed ognuno ha le sue preferenze.
Prova a stare in fila con qualcuno alle spalle, che ti mastica il suo chewing gum nelle orecchie ed immediatamente saprai qual è la tua distanza preferita.
Ci sono persone alle quali non dà alcun fastidio, magari le stesse che in spiagge deserte vengono a piantare ombrellone sedia e cane vicino a te che ti stavi godendo il tuo spazio.
Con le dovute modifiche a seconda della cultura del paese dove ci si trova, le distanze sono:
-intima (0- 45 cm ) la distanza in cui ci si abbraccia, ci si tocca e si parla sottovoce.
-personale ( >45 < 120 cm) tra amici.
-sociale ( >1,2 < 3,5 metri) tra conoscenti.
-pubblica ( > 3,5 metri) per le pubbliche relazioni.
E la tua comunicazione è appropriata al luogo, ruolo e relazioni?
06 ottobre 2008
Problem Solving
E’ la capacità di risolvere velocemente ed efficacemente una o più situazioni, riuscendo a focalizzare ed individuare il problema più urgente, fornire proposte e soluzioni e agire per il superamento. E’ un connubio di capacità di analisi, elaborazione mentale, creatività, elasticità ed azione. Si compone delle seguenti fasi:
-Problem finding: rendersi conto del disagio;
-Problem setting: definire il problema;
-Problem analysis: scomporre il problema principale dai secondari;
-Problem solving:eliminare le cause e rispondere alle domande poste dal problema;
-Decision making: decidere come agire in base alle risposte ottenute;
-Decision taking: passare all’azione.
Un modello pratico e veloce di problem solving utilizza l'acronimo FARE
FOCALIZZARE
- Lista dei problemi
- Descrizione scritta del problema
- Selezionare il problema
- Verificare e definire il problema
ANALIZZARE
- Decidere cosa è necessario sapere
- Valori di riferimento
- Raccogliere i dati di riferimento
- Elenco dei fattori critici
- Determinare i fattori rilevanti, analisi del rischio e delle conseguenze.
RISOLVERE
- Generare soluzioni alternative
- Selezione e Scelta della soluzione del problema
- Sviluppo del piano di attuazione
ESEGUIRE
- Eseguire il piano
- Impegnarsi al risultato aspettato
- Monitorare l'impatto durante l'implementazione
- Valutazione dei risultati
01 ottobre 2008
Flessibilità

La flessibilità richiesta nel mondo lavorativo attuale significa resistenza allo stress da incertezza, vuol dire essere meno tutelati di un tempo, saper fare ed essere disposti a fare sempre di più, con orari più lunghi, cambiamenti repentini e frequenti, quali sede lavorativa (trasferimento/trasferte da filiale a filiale, cambiamento di regione..), o di ruolo professionale all’interno della stessa impresa senza avanzamenti di carriera.
La flessibilità oggi è più imposta che scelta, va intesa quindi come capacità di adattamento.
Altro concetto è la flessibilità /mobilità che scegliamo in vista del raggiungimento dei NOSTRI obiettivi. In questo caso ad esempio, una persona che considera valido solo il suo operato e punto di vista, scartando tutte le altre possibilità, è poco flessibile.
30 settembre 2008
Volontà, perseveranza e tensione al risultato

Iniziamo a descrivere le competenze. Scelgo di cominciare dalla capacità di auto determinarsi a fare o non fare qualcosa, concentrare l’attenzione e gli sforzi riducendo le distrazioni dell’ambiente esterno, impegnarsi costantemente nel raggiungimento del risultato finale, senza fermarsi davanti alle difficoltà o ai traguardi intermedi.
Alcune persone possono dimostrarsi efficacissime nel raggiungimento di obiettivi “esterni” eppure deboli nel portare avanti i propri. Ovviamente sono connessi motivazione, emozioni, desideri di perfezione e di compiacimento.
In questi casi si può ricorrere ad individuare cosa determina l’efficacia e riproporre lo stesso schema anche nell’ambito meno funzionale.
23 settembre 2008
Cosa cercano le imprese?
1. AFFIDABILITÀ
2. AUTONOMIA
3. CAPACITÀ ORGANIZZATIVA
4. CAPACITÀ RELAZIONALI
5. CAPACITÀ TECNICO-OPERATIVA
6. CONOSCENZE BUROCRATICHE, NORMATIVE, AMMINISTRATIVE
7. CONOSCENZE LINGUISTICHE ED INFORMATICHE
8. CREATIVITÀ, CURIOSITÀ, ELASTICITÀ MENTALE
9. FIDUCIA IN SE STESSI
10. MOBILITÀ, FLESSIBILITÀ
11. MOTIVAZIONE, PASSIONE
12. PERSEVERANZA
13. TENSIONE AL RISULTATO
14. PROBLEM SOLVING
15. VOLONTÀ.
Tutte Skills di Saper essere, eccetto tre.
La differenza che crea preferenza in un mercato altamente competitivo quale il nostro è proprio il saper essere.
Oltre ad influire sulla nostra capacità di vivere meglio ( !!) le nostre abilità più "personali" sono la chiave del successo professionale.
Le conoscenze e le capacità tecniche sappiamo dove apprenderle, come sviluppare le altre?
Attraverso corsi di formazione esperenziali e percorsi di counseling.
21 settembre 2008
Il Video curriculum
Il cv tradizionale utilizza simboli, le parole scritte, per descrivere il sapere, il saper fare e il saper essere. Dunque richiede una codifica in linguaggio digitale, da parte di chi scrive e decodifica dall'altra.
Nel video curriculum, evoluzione del cartaceo, parlano le immagini, con la nostra voce, inflessione, tono, movimenti, postura.
Più completo, immediato e veritiero.
Si può mentire, o errare la propria valutazione nello scrivere di conoscere l'inglese. Un minuto registrato in inglese non descrive l'informazione, é l'informazione.
Per il tuo video cv iscriviti gratuitamente a www.visualcv.com, il sito, solo in inglese, di una delle maggiori multinazionali di Head Hunter (cacciatori di teste, o meno pericolosamente selezione di personale).
Puoi prendere spunto da quelli in italiano su www.luiss.it.
Lo schema proposto è:
Apertura messaggio: Nome, cognome, età, area studi;
Messaggio centrale: esperienze, skills (le competenze), aspirazioni e motivazioni, sia in italiano che in altre lingue conosciute;
Avvio alla chiusura: passioni, libro e un film preferito;
Chiusura messaggio: frase di ispirazione
Il numero di telefono, email e firma chiudono il video.
"Solo le persone superficiali non giudicano dalle apparenze." Oscar Wild nel Ritratto di Dorian Gray.
19 settembre 2008
09 settembre 2008
etimo di competenza
Una riflessione sull’etimo di competenza. Dal latino cum pétere, sembra volgere lo sguardo a fuori, cosa l’individuo possiede per “competere” adeguatamente nell’ambiente.
Personalmente intendo la competenza prima ancora che un valore per competere, un valore che mi fa sentire personalmente abile, capace nella vita, e dunque empowered, nel senso di sentirmi io stesso potente in un contesto anziché impotente.
L’empowerment è:
- un processo che mira a favorire l’acquisizione di potere, cioè accrescere la possibilità dei singoli e dei gruppi di controllare attivamente la propria vita (Rappaport, 1981).
- un processo di ampliamento (attraverso il miglior uso delle proprie risorse attuali e potenziali acquisibili) delle possibilità che il soggetto può praticare e rendere operative (Bruscaglioni, 1994).
- un processo attraverso il quale l’individuo comprende che gli obiettivi/risultati che persegue dipendono dalle strategie che attiva per raggiungerli. (Mechanic, 1991)
L’empowement è sia il processo che il risultato: acquisire potere nel senso di capacità, possibilità, attitudine, forza.
Dunque se in azienda ti offrono un corso di empowerment accogli con gioia l’opportunità di migliorare la tua efficacia non solo professionale ma personale, funzionale alla tua vita prima ancora che all’azienda.
Concludo con una delle numerose definizioni di competenze.
Sono composte da 5 elementi fondamentali:
- Motivazioni: (spinte interiori, schemi mentali interiori che spingono una persona ad agire)
- Tratti: cioè caratteristiche fisiche e generale disposizione a comportarsi o a reagire in un determinato modo ad una situazione o ad una informazione tempi di reazione, spirito di iniziativa;
- Immagine di se: valori, autostima, atteggiamenti, concetto di se;
- Conoscenze disciplinari e argomenti specifici;
- Skills, abilità nell’implementare attività intellettuali o tecniche.
La capacità e gli skills tendono ad essere caratteristiche osservabili e relativamente superficiali; l’immagine di se, i tratti e le motivazioni sono sommerse, cioè nascoste nell’intimo della persona.
(Lyle M. Spencer e Signe M. Spencer, 1993)
